Samuel Maverick Zucchiati
Il counseling
Uno spazio per parlare di quello che, adesso, non torna.
È una cosa semplice da dire e un po' meno da spiegare. Ci provo qui, senza giri di parole (e senza gergo, promesso).
Scrivimi→In parole semplici
Cos'è, in pratica.
Vieni a parlarmi di qualcosa che in questo momento non ti torna. Io ascolto, faccio domande, ti rimando quello che vedo. Non do consigli dall'alto e non ho la risposta in tasca: ti aiuto a vedere meglio la tua situazione e a trovare le tue risorse per muoverti. La strada resta tua.
Cosa porti nella stanza
Vieni a parlarmi di qualcosa che in questo momento ti muove. Mettiamo a fuoco un obiettivo concreto e guardiamo la situazione da più lati, con i diversi strumenti del counseling.
Lavoriamo sulle risorse che hai già. Verifichiamo insieme, strada facendo, a che punto siamo.
Cosa ti porti via
- Più chiarezza su cosa vuoi.
- Una decisione presa, o un primo passo fatto.
- Un modo diverso di stare dentro quella relazione, quel lavoro, quel cambiamento.
- La capacità di rifarlo per conto tuo.
Il counseling è
- Un percorso breve, orientato a scelte e cambiamenti.
- Un lavoro sul presente, su come vivi adesso quello che ti succede.
- Sostegno, non interpretazioni: il significato della tua vita lo trovi tu.
- Esperimenti concreti: ascoltare il proprio corpo, provare un dialogo, una scelta prima di viverla davvero.
- Strumenti condivisi, verso un obiettivo che possiamo verificare.
Il counseling non è
- Un percorso sanitario: non fa diagnosi e non cura disturbi.
- Un posto dove si ricevono soluzioni già pronte o consigli dall’alto.
- Un impegno senza fine dove ci si vede finché serve.
- Un posto dove arrivare con idee chiare e dove avere sempre qualcosa da dire: il silenzio può dire molto.
- Un giudizio su di te o sulla tua storia.
Se durante i nostri incontri mi accorgo che ti serve un aiuto diverso, te lo dico con franchezza e ti indirizzo a un professionista che può seguirti.
La professione di counselor è esercitata ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4, sulle professioni non organizzate in ordini o collegi.
Il percorso
Come funziona.
I percorsi sono brevi. Il ritmo lo decidiamo insieme.
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I primi incontri
Ci conosciamo meglio e mettiamo a fuoco pochi obiettivi, chiari e verificabili. Il primo incontro è gratuito.
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Dodici incontri, di solito
Gli strumenti li condividiamo, e le redini del percorso passano a te un po’ alla volta. Lo scopo è che tu impari a leggere quello che ti succede e a prendere le tue decisioni in modo sempre più autonomo.
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Poi, con le tue gambe
Quando hai ritrovato il filo ci salutiamo. Gli strumenti restano a te. Se arriva un obiettivo nuovo, sai dove trovarmi.
I temi
Le frasi che sento più spesso.
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01
“Non so più cosa voglio.”
Un bivio, una direzione che si è persa, un desiderio che non riconosci più.
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02
“Faccio sempre lo stesso errore.”
Schemi che si ripetono nelle relazioni, nel lavoro, nelle scelte. Capire come si formano è il primo passo per cambiarli.
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03
“Non riesco a dire di no.”
Il confine tra quello che fai per gli altri e quello che ti serve. Si può imparare a tracciarlo.
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04
“Mi sembra di recitare una parte.”
Quando il ruolo che hai al lavoro, in famiglia o con gli amici ti sta stretto. (Di parti recitate me ne intendo un po’.)
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05
“Non so come dirglielo.”
Una conversazione rimandata, una notizia da dare, un chiarimento che non arriva mai.
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06
“Va tutto bene, eppure.”
Niente di preciso che non va, ma qualcosa che non torna. Spesso è proprio da qui che vale la pena partire.
Se la tua frase non c’è, scrivimela.
Chi sono
Mi chiamo Samuel e faccio counseling.
Mi sono diplomato nella scuola Aspic specializzata nello Sviluppo Psicologico dell’Individuo e della Comunità, sotto la direzione scientifica di Edoardo Giusti e Claudia Montanari. Il mio è un orientamento gestaltico con un approccio pluralistico e integrato (e non vuol dire altro che uso molti strumenti favorendo la flessibilità e diverse teorie di riferimento per completare il mio sguardo).
Prima ancora mi sono formato all’Università di Milano Bicocca, con una laurea in Sociologia e due lauree magistrali, in Scienze e Gestione dei Servizi e in Formazione degli Adulti.
Mi occupo da anni di teatro come formatore, regista e critico con numerose scuole, compagnie e artisti nazionali e internazionali. Ho fondato le Officine Teatrali, Scuola dei Mestieri dello Spettacolo assieme alla scrittrice Giulia Pacilli. Dal teatro mi porto in studio l’attenzione per come le persone parlano, si muovono e stanno in relazione, oltre che per quello che dicono. Nei percorsi di counseling propongo l’uso dell’arte teatrale ma anche il disegno, la scrittura e la creta.