Il counseling

Uno spazio per parlare di quello che, adesso, non torna.

È una cosa semplice da dire e un po' meno da spiegare. Ci provo qui, senza giri di parole (e senza gergo, promesso).

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Dettaglio delle poltrone dello studio e del pavimento a spina di pesce

In parole semplici

Cos'è, in pratica.

Vieni a parlarmi di qualcosa che in questo momento non ti torna. Io ascolto, faccio domande, ti rimando quello che vedo. Non do consigli dall'alto e non ho la risposta in tasca: ti aiuto a vedere meglio la tua situazione e a trovare le tue risorse per muoverti. La strada resta tua.

Cosa porti nella stanza

Vieni a parlarmi di qualcosa che in questo momento ti muove. Mettiamo a fuoco un obiettivo concreto e guardiamo la situazione da più lati, con i diversi strumenti del counseling.

Lavoriamo sulle risorse che hai già. Verifichiamo insieme, strada facendo, a che punto siamo.

Cosa ti porti via

  • Più chiarezza su cosa vuoi.
  • Una decisione presa, o un primo passo fatto.
  • Un modo diverso di stare dentro quella relazione, quel lavoro, quel cambiamento.
  • La capacità di rifarlo per conto tuo.

Il counseling è

  • Un percorso breve, orientato a scelte e cambiamenti.
  • Un lavoro sul presente, su come vivi adesso quello che ti succede.
  • Sostegno, non interpretazioni: il significato della tua vita lo trovi tu.
  • Esperimenti concreti: ascoltare il proprio corpo, provare un dialogo, una scelta prima di viverla davvero.
  • Strumenti condivisi, verso un obiettivo che possiamo verificare.

Il counseling non è

  • Un percorso sanitario: non fa diagnosi e non cura disturbi.
  • Un posto dove si ricevono soluzioni già pronte o consigli dall’alto.
  • Un impegno senza fine dove ci si vede finché serve.
  • Un posto dove arrivare con idee chiare e dove avere sempre qualcosa da dire: il silenzio può dire molto.
  • Un giudizio su di te o sulla tua storia.

Se durante i nostri incontri mi accorgo che ti serve un aiuto diverso, te lo dico con franchezza e ti indirizzo a un professionista che può seguirti.

La professione di counselor è esercitata ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4, sulle professioni non organizzate in ordini o collegi.

Il percorso

Come funziona.

I percorsi sono brevi. Il ritmo lo decidiamo insieme.

  1. I primi incontri

    Ci conosciamo meglio e mettiamo a fuoco pochi obiettivi, chiari e verificabili. Il primo incontro è gratuito.

  2. Dodici incontri, di solito

    Gli strumenti li condividiamo, e le redini del percorso passano a te un po’ alla volta. Lo scopo è che tu impari a leggere quello che ti succede e a prendere le tue decisioni in modo sempre più autonomo.

  3. Poi, con le tue gambe

    Quando hai ritrovato il filo ci salutiamo. Gli strumenti restano a te. Se arriva un obiettivo nuovo, sai dove trovarmi.

Due poltrone nello studio, una grigia e una verde

I temi

Le frasi che sento più spesso.

  • 01

    “Non so più cosa voglio.”

    Un bivio, una direzione che si è persa, un desiderio che non riconosci più.

  • 02

    “Faccio sempre lo stesso errore.”

    Schemi che si ripetono nelle relazioni, nel lavoro, nelle scelte. Capire come si formano è il primo passo per cambiarli.

  • 03

    “Non riesco a dire di no.”

    Il confine tra quello che fai per gli altri e quello che ti serve. Si può imparare a tracciarlo.

  • 04

    “Mi sembra di recitare una parte.”

    Quando il ruolo che hai al lavoro, in famiglia o con gli amici ti sta stretto. (Di parti recitate me ne intendo un po’.)

  • 05

    “Non so come dirglielo.”

    Una conversazione rimandata, una notizia da dare, un chiarimento che non arriva mai.

  • 06

    “Va tutto bene, eppure.”

    Niente di preciso che non va, ma qualcosa che non torna. Spesso è proprio da qui che vale la pena partire.

Se la tua frase non c’è, scrivimela.

Samuel Maverick Zucchiati, counselor

Chi sono

Mi chiamo Samuel e faccio counseling.

Mi sono diplomato nella scuola Aspic specializzata nello Sviluppo Psicologico dell’Individuo e della Comunità, sotto la direzione scientifica di Edoardo Giusti e Claudia Montanari. Il mio è un orientamento gestaltico con un approccio pluralistico e integrato (e non vuol dire altro che uso molti strumenti favorendo la flessibilità e diverse teorie di riferimento per completare il mio sguardo).

Prima ancora mi sono formato all’Università di Milano Bicocca, con una laurea in Sociologia e due lauree magistrali, in Scienze e Gestione dei Servizi e in Formazione degli Adulti.

Mi occupo da anni di teatro come formatore, regista e critico con numerose scuole, compagnie e artisti nazionali e internazionali. Ho fondato le Officine Teatrali, Scuola dei Mestieri dello Spettacolo assieme alla scrittrice Giulia Pacilli. Dal teatro mi porto in studio l’attenzione per come le persone parlano, si muovono e stanno in relazione, oltre che per quello che dicono. Nei percorsi di counseling propongo l’uso dell’arte teatrale ma anche il disegno, la scrittura e la creta.

Ne vuoi parlare?

Scrivimi due righe, anche solo per chiedere se il counseling fa per te.

Scrivimi→
Una poltrona verde nello studio, vicino alla porta